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Sarah Mühlhause in Bild Zeitung
Sarah Mühlhause in Bild Zeitung
I. Rosendahl; M. Schacht

Conoscete Sarah Mühlhause (26 anni) di Berlino Tempelhof? No? Uno spagnolo al posto vostro avrebbe probabilmente risposto "claro – certo che sì". La giovane berlinese è l'astro nascente del cinema in Spagna! ...E ora Sarah Mühlhause sta per sfondare anche in Germania: a partire da luglio è infatti impegnata nelle riprese di "Neander-Jin", che il prossimo anno sarà in cartellone alla Berlinale.

I. Rosendahl; M. Schacht

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In Spagna la bella berlinese è già una star: Sarah Mühlhause (27 anni)... Ora conquista anche gli Stati Uniti! "Sto girando un film frutto di una coproduzione USA-Germania", ci spiega Sarah. "Resto ancora un paio di giorni a Colonia. Poi andrò una settimana a Los Angeles. Sono così emozionata." "Una volta Hollywood, per sempre Hollywood? "Tutti lo sognano. Ma io voglio prima dare un'occhiata."

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"Leevje" (lett. "tesorino", un'espressione dialettale affettuosa) è la prima parola che l'attrice Sarah Mühlhause (27 anni) ha imparato a Colonia. Non c'è da stupirsene, visto che la berlinese è proprio un tesoro di ragazza. Dolce, sexy e piena di fascino. Al momento sta girando nella città del famoso Duomo il film "Neander-Jin", che il prossimo anno sarà in cartellone alla Berlinale. "Gli abitanti di Colonia mi hanno accolta a braccia aperte. Il senso dell'umorismo della gente di qui è fantastico – mi sento pienamente a mio agio."

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Express Düsseldorf
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S. Dittebrand

Ieri i piccoli visitatori del museo di Neandertal non credevano ai loro occhi quando all'improvviso si è messo al loro inseguimento un uomo con lunghi capelli arruffati e una folta barba, con indosso stracci di pelle e tutto scalzo. Ma quello che sembrava un vero uomo della Preistoria uscito direttamente da una teca del museo è in realtà un attore americano. Jon Chardiet è infatti il protagonista del film "Neander-Jin" in corso di lavorazione.

S. Dittebrand

The Indie

Di Cynthia Lechan Goodman

Ci sono immagini che risuonano dentro di noi e restano impresse. Non smetteremmo di riguardarle. Neander Jin, un film che ha già ottenuto diversi riconoscimenti, entra in contatto con le persone proprio in questo modo. A far scattare la scintilla sono, in particolare, un uomo delle caverne e una giovane donna di oggi, un'universitaria perfezionista e determinata. Il film, dall'effetto ipnotico, è una rilettura più profonda di La Bella e la Bestia, una commedia o meglio una comedy dai molteplici registri, una satira politica e di costume, in grado di far appassionare giovani e meno giovani... E questo è dovuto al fatto che le relazioni e le interconnessioni reciproche sono solo una parte di questa esplorazione insolita, multilivello ma equilibrata di temi come persone, fama, serietà, umorismo e passioni.

Per Florian Steinbiss, laureato in psicologia e diventato filmaker scrivendo e producendo il film , le reazioni del pubblico sono così entusiastiche da finire quasi per spaventarlo.

Steinbiss riferisce che spesso gli spettatori vogliono vedere il film più di una volta, e in alcuni casi più e più volte e non riescono a smettere di parlarne. Scoprono sempre qualcosa di nuovo. Alcuni lo hanno già ribattezzato un "film culto". Ma Steinbiss, con il giusto mix di ingenuità e incredulità, sta soltanto vedendo i frutti di questo lungo percorso creativo, dei 15 anni che sono stati necessari per l'incubazione del film, e del materiale accumulato nei suoi 50 e passa anni di vita che lo hanno portato a questo luogo nello spazio-tempo con il suo primo lungometraggio. Si dice molto contento che l'avventura di film coprodotto tra Stati Uniti e Germania sia stata intrapresa con il venerabile Jeff Hixon, cosceneggiatore e produttore esecutivo del film.

In che modo questa particolare confluenza di elementi è giunta a compimento con Neander Jin? Probabilmente è grazie a una forma di predestinazione, ai peculiari doni e alle passioni di Steinbiss, alla capacità di prendere buone decisioni e un pizzico di fortuna.

Perché "Neander"? 

Tutti noi da bambini abbiamo giocato giochi di ruolo, immaginando di essere Dora, Hannah Montana, un astronauta o un famoso giocatore di baseball per il puro gusto di vestire i panni di qualcun altro. Sin dall'infanzia, Florian Steinbiss è stato affascinato dall'uomo di Neandertal, il cui cranio originale è conservato in una cittadina che si chiama, appunto, Neandertal, non distante dal suo luogo di nascita, Bonn, l'ex capitale della Germania. La città e le ossa che vi sono esposte hanno alimentato la sua fantasia, e più volte durante la sua infanzia e gli anni scolastici vi si è recato in vista per passare del tempo con "lui". Ricorda di essersi sempre chiesto: "Da dove veniamo? Com'era la vita nei primi tempi dell'uomo? Chi esisteva prima di noi?" E rifletteva su ciò che col senno di poi è possibile definire  "memoria collettiva".

La gente vede forse l'uomo primitivo come una sorta di "tabula rasa", che poi si svilupperà assumendo le forme e i contenuti dettati dalla società moderna. Ma guardare all'uomo di Neandertal considerandone le straordinarie forze e i poteri che lo hanno condotto attraverso la sua esistenza, ci porta a riflessioni come quelle sollevate in "Neander Jin", analizzando i fabbisogni primari che governano le nostre vite, e che vi portano verità e onestà.

Come spiega Steinbiss, "Se non avessimo cercato di percepire verità e veridicità almeno a un certo punto del film, ci saremmo lasciati sfuggire una possibilità unica e avremmo fatto un lavoro miserabile. Sarebbe stato un grande spreco di risorse."

L'insospettato senso dell'umorismo tedesco 

Sotto una superficie superseriosa, Steinbiss riesce a convogliare l'ironia tutto particolare dei tedeschi e rivela: "I miei compatrioti hanno uno spiccato senso dell'umorismo, ma spesso all'estero questo non viene colto." E quindi Neander Jin sfodera un catalogo sgangherato di varia umanità, tra cui spiccano: studentesse di college più mature della propria età, addetti alla manutenzione di pompe idriche col senso del dovere e l'animo nobile, superiori patriottici, un'accoppiata di professori di dubbia fama, scienziati pazzi, mercenari da strapazzo, arrivisti rampanti, antropologi e cronisti di gossip, senza risparmiare la TV sensazionalista e un gioco di rimandi parodici a generi quali la parodia, la science-fiction, sequenze oniriche, elementi di cinematografia sperimentale e da film muto, l'intero spettro dal surrealismo all'assurdo!

Umorismo, intrattenimento, risate esilaranti: questo film è ricco di momenti magici, che si moltiplicano nell'incontro con l'umorismo proprio dello spettatore e con la sua prospettiva. Come afferma Steinbiss, "L'umorismo è un punto di vista o una reazione sana all'assurdità, alle difficoltà e alle cose divertenti della vita." La sua esplorazione dei rapporti umani è seria e lieve al tempo stesso. Si chiede, ad esempio: può l'uomo di Neandertal corrispondere all'ideale di uomo sensibile sognato da una donna? Cos'è che ha portato alla sua estinzione: le circostanze o il suo contesto sociale? Cos'era il vero amore, e qual è la differenza tra amore e sfruttamento? Qual è la differenza tra purezza e onestà nella propria esistenza e mero soddisfacimento delle proprie esigenze? "Jeff Hixon e io ci siamo divertiti molto a scrivere la sceneggiatura e abbozzare i diversi ruoli", chiosa Steinbiss.

Steinbiss ha scritto il suo primo articolo per un giornale alla tenera età di 10 anni, un articolo satirico. Satira e commedia sono il modo in cui "posso sopportare me stesso e continuare a vivere con me stesso in un atteggiamento di critica solidarietà". E infatti si potrebbe ripensare alle meravigliose satire quali The Mouse that Roared (Il ruggito del topo) di Jack Arnold o Dr Strangelove (Il dottor Stranamore) di Kubrick. Steinbiss, tuttavia, è sempre impegnato a seguire le proprie inclinazioni, e guarda a una serie di altri film soltanto per un orientamento stilistico. Tra i suoi favoriti figurano Police Academy (Scuola di polizia)Hanabi e One Flew Over the Cuckoo's Nest (Qualcuno volò sul nido del cuculo).

Le regole dell'attrazione

Non pago di essere una satira di costume, Neander Jin ammicca a elementi surrreali proponendo il ritorno dell'uomo di Neandertal, proprio come il ritorno dei dinosauri in Jurassic Park, in un modo divertente e serio al tempo stesso. Come spiega Steinbiss, "Cosa innesca l'attrazione reciproca tra l'uomo di Neandertal e una moderna studentessa? In che modo ciascun personaggio nel film usa gli altri e ne è a sua volta usato? In che modo reagiscono le diverse persone, i media, il pubblico? E cosa rivelano le loro reazioni su loro stessi e la società? E poi, quale sarà la reazione alla loro reazione?". In più, c'è da chiedersi: "Chi è il vero primitivo, l'uomo delle caverne che è tornato tra noi o piuttosto l'erede odierno dell'Homo Sapiens?"

Il film, che permette la moltiplicazione di queste sottotrame e relazioni a più livelli, richiede tutto l'acume di Steinbiss e Hixon per permettere ai personaggi di spaziare e innescare tali meccanismi. Una di queste sottotrame fa luce sul fenomeno del tutto attuale della "creazione e successiva distruzione delle star da parte dei media." Steinbiss descrive così il suo metodo: "stringere da un lato l'immagine sul personaggio e ampliare la prospettiva a mo' di raggi x sul fenomeno culturale attuale, il commento sociale, fino a generare alla fine un unico punto di vista." Perfino nel suo piccolo mondo Steinbiss ha osservato un fenomeno sociale correlato: "Sarah Mülhause, che interpreta Barbara in Neander Jin, è un'attrice emergente tedesca con un potenziale internazionale. Quando abbiamo vinto il premio Indie's Best of Show, ne ha parlato il rotocalco BILD e Sarah e io siamo stati invitati alla cerimonia di conferimento dell'Orso d'oro al Film Festival di Berlino. Ma ovviamente tutti  i flash dei fotografi sul tappeto rosso erano dedicati a lei."

Una grande collaborazione

Neander Jin è nato da un'idea che Florian Steinbiss ha proposto a Jeff Hixon il 1° gennaio 1996. L'interesse di Hixon nei confronti della storia europea, l'interesse di Steinbiss a mostrare al mondo la bellezza della valle del Reno, l'umorismo dei tedeschi e l'idea allettante di un viaggio nel tempo si sono trasformati in una sceneggiatura che per anni ha fatto la spola tra le due sponde dell'Atlantico, tra Germania e Stati Uniti. Quando Hixon ha dato il suo OK dicendo "La qualità è sorprendente – ci sto!", Steinbiss ha acquistato una videocamera e un computer dotato di programma di montaggio e la vera avventura è cominciata.

La sceneggiatura ha convinto professionisti di prim'ordine e dal carattere speciale. Leggende della recitazione britannica e primi attori statunitensi hanno scelto di dedicarsi alla causa senza temere di "modificare la data delle vacanze o abbassare il consueto cachet per prendervi parte", come spiega Steinbiss. Poi, partendo da un attento processo di "simulazione" di film per saggiare il materiale disponibile ed eventualmente adattare la sceneggiatura,  Steinbiss ha iniziato a "vedere davvero i personaggi uscire dalle pagine e animarsi grazie al magnifico cast", decidendo poi di realizzare un'opera di qualità più alta e cercando di aggiudicarsi il meglio tra specialisti, fonici, location, regista, effetti e colore della pellicola.

Qui gli spettatori si divertono per davvero, ridono, sono intrattenuti e perfino avvinti da una narrazione a più livelli che intreccia generi e stili diversi, il che non è da poco. Il regista Florian Steinbiss è convinto di avere dalla sua un pubblico intelligente: "Per una volta possono guardare una commedia senza essere costretti a lasciare la propria testa ai botteghini." E senza dubbio Neander Jin offre agli spettatori una commedia coi controfiocchi…

Pensieri per il futuro

E ora che Neander Jin è stato ultimato cosa accadrà? Tanto per cominciare, ha vinto il prestigioso premio Indie for Best of Show. "Il pubblico amerà questo film" – questa la motivazione della giuria dell'Indie Fest. In qualità di esordiente alla regia, Florian Steinbiss prende atto dell'opportunità unica offertagli da un film festival non tradizionale come l'Indie Fest. "Vincere l'Indie è stata un'esperienza elettrizzante", afferma Steinbiss. "Ci si può candidare a quasi tutti i festival del mondo. E persino quelli relativamente piccoli ricevono migliaia di candidature, e alla fine molti festival sembrano riservati a pochi. Mi ha fatto grande piacere ricevere un premio come questo. È anche un buon segno per il festival. Fa capire ai filmaker che il loro lavoro è sottoposto a un attento vaglio e che hanno buone possibile di vincere se presentano un film originale e ben fatto."

Steinbiss intende dedicare i prossimi 18 mesi alla presentazione e vendita del film in tutto il mondo, alla maniera tradizionale. Per lui le cose vanno fatte con i giusti tempi, è dotato di grande pazienza ed è pronto a dedicargli tutto il tempo di cui c'è bisogno. "Non c'è motivo di correre", spiega. "La fase di postproduzione ha impiegato 1 anno e 1/2. Mi occuperò prima dei festival, della distribuzione nelle sale, poi passerò ai DVD BluRay, alla TV via cavo e infine alla rete. Si è trattato di un investimento ingente. Non possiamo svenderlo."

Oltre a far conoscere Neander Jin a persone che vogliono o dovrebbero vederlo, sta già lavorando ai suoi prossimi lavori, tra cui un sequel per Neander Jin che si preannuncia, nelle parole di Steinbiss, "ancora più divertente".

Cosa suggerirebbe Steinbiss ad aspiranti filmaker indipendenti? "Concentrate le location e il numero di attori. Scrivete la sceneggiatura per location che sapete di poter ottenere e su misura per attori che conoscete e che potete permettervi. Non iniziate troppo presto a scrivere i dialoghi. Programmate ogni scena singolarmente e arrivate così a creare i vostri tre atti. Riservatevi i dialoghi per la fine. Riscrivete quanto più potete. Programmate una lettura della sceneggiatura con gli attori. Acquistate una videocamera e un programma di editing, se potete effettuate le riprese in alta definizione. Poi in seguito potrete passare a NTSC o PAL. Affidatevi a un bravo tecnico del suono. Fate in modo da assicurarvi i diritti d'autore sulla musica prima di inserirla nel film. Iniziate a ricercare molto presto la musica che volete. Ah, e non usate i vostri soldi personali!"

E al pubblico di Neander Jin, Steinbiss dice: "Potrete assaporare il potere terapeutico della commedia, e dopo parlare del film, della vita o ancora meglio dell'amore."

New York Times

...il film ...a tratti somiglia a un film pornografico senza sesso...

NYC Movie Guru

>Un uomo di Neandertal (Jon Chardiet) viaggia nel tempo e improvvisamente si materializza nella Germania di oggi, dove fa amicizia con Barbara van Schmerling (Sarah Mühlhause), una studentessa di scienze ambientali di 23 anni che gli offre un rifugio. Nell'evolversi degli eventi, i due finiranno per diventare qualcosa di più di amici. Nel frattempo due individui gretti, avidi e capitalistici, ossia l'uomo d'affari Marc Armagnac (Milton Welsh) e l'antropologo Jack Gallow (Jeff Hixon), stanno architettando altri piani e intendono sfruttare la popolarità dell'uomo di Neandertal per arricchirsi alle sue spalle. Florian Steinbiss interpreta i panni del candido e svitato padre di Barbara.

Paragonare Neander-Jin a Encino Man sarebbe fuorviante perché in realtà i due film hanno soltanto poche cose in comune. E poi sarebbe come paragonare un'anguria a un orangotango. Lo sceneggiatore/regista Florian Steinbiss e il cosceneggiatore Jeff Hixon hanno dato vita a un bizzarro, provocatorio e irriverente B-movie che non si prende mai troppo sul serio e in compenso assicura momenti di evasione conditi da un perverso, sottile piacere.

Se è per questo, nessuno va a vedere un B-movie aspettandosi magistrali prove attoriali, una trama lineare e brillante o personaggi di spessore. Ciò che invece non manca è tanto ma proprio tanto divertimento anarchico e irriverente, a condizione che si lasci la  propria materia grigia fuori dalla porta d'ingresso e si accetti di acconsentire alla “sospensione del dubbio”. Steinbiss sfrutta al meglio il ridotto budget del film e presenta effetti speciali senz'altro affascinanti. Inoltre dà prova di buon senso chiudendo il film dopo 81 minuti e mantenendo un ritmo serrato, con umorismo a go-go in ogni scena. Se il film fosse più lungo, la benevolenza dello spettatore sarebbe messa a dura prova. Cosa c'entrano le caramelle gommose a forma di orsetto e una clinica psichiatrica con le gag di cui abbonda l'intreccio? Per trovare una risposta a questo amletico quesito dovete guardare Neander-Jin: Return of the Neandertal Man. Fate in modo di restare fino alla fine dei titoli di coda per non perdervi una trovata dall'effetto sorprendente, l'ultimo colpo di scena che sigilla il film.

Kölner Stadt-Anzeiger

Kölner Stadt-Anzeiger
Kölner Stadt-Anzeiger

Un pizzico di glamour hollywoodiano e uomini dell'età della pietra lungo le rive del Reno: il regista Florian Steinbiß ha sfruttato alcuni ottimi contatti ed è riuscito a portare a Colonia, tra gli altri, la coppia di attori inglesi (compagni anche nella vita) Rosalind Ayres e Martin Jarvis, entrambi nel cast di "Titanic", per girare il suo film "Neander-Jin – The Return of the Neandertal Man". Il protagonista del lungometraggio è appunto un uomo di Neandertal, interpretato da Jon Chardiet, che gioca con delle pietre trovate a terra e improvvisamente si ritrova catapultato in un viaggio nel tempo e piomba presso una stazione per la generazione di energia idrica nella Düsseldorf di oggi. Ben presto verrà scoperto da tycoon dei media australiani e si metteranno alle sue calcagna due scagnozzi, Milton Welsh e Manuel Struffolino. Lo proteggerà soltanto un'impegnata studentessa di scienze ambientali di nome Barbara (interpretata da Sarah Mühlhause), che lo nasconde nel suo capanno per gli attrezzi in giardino e finisce per innamorarsene. Il tutto è una satira "sui media e sui rapporti tra uomo e donna" come spiega Steinbiß. Il clima di lavoro sul set dev'essere stato davvero effervescente se la protagonista Sarah Mühlhause, come racconta lei stessa, ha trascorso con i suoi colleghi "le serate dopo le riprese, e senza che qualcuno mi ci abbia costretta".

Rheinische Post

Rheinische Post
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Jürgen Fischer

Ma com'è possibile che l'uomo di Neandertal, recitato dall'attore americano Jon Chardiet, possa tornare nella "sua" valle? Semplicissimo, spiega il regista. "Se i dinosauri possono tornare a Jurassic Park, perché non può farlo anche l'uomo di Neandertal?" Aggiunge che tutto ciò è il frutto del nostro grande interesse nei confronti del nostro passato e dei nostri antenati. Spiega di aver impiegato dodici anni, tra una cosa e l'altra, a stendere la sceneggiatura, e che lo spunto originario era addirittura precedente. Il regista, originario di Bonn, spiega infatti che i suoi genitori erano "un po' fissati" e non perdevano occasione per trascinare per musei il piccolo Florian. In questo modo è stato costretto a confrontarsi con il nostro passato fin dalla tenera infanzia. La commedia passa in rassegna le situazioni tragicomiche che si originano quando l'uomo dell'età della pietra, che comunica senza parole, si incontra/scontra con le persone moderne, l'avidità di denaro e la sete di potere. Gli addetti al museo hanno avuto vita facile nel convincere il regista a non ritrarre il solito cavernicolo che brandisce la clava con fare minaccioso. Anche l'abito di pelle che indossa il protagonista Neander Jin è scientificamente giustificato. Il regista si è invece scusato anticipatamente per il fatto che la rappresentazione dell'uomo preistorico nel resto del film non è poi sempre così filologica: "Non bisogna dimenticare che in una commedia anche tutti gli altri personaggi sono sempre raffigurati un po' sopra le righe." Il commento di Neander Jin: "Urghh..."

Jürgen Fischer

Neue Rhein Zeitung Düsseldorf

Neue Rhein Zeitung Düsseldorf
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Eccolo, è tornato: l'uomo di Neandertal. Perlomeno in un film. Attualmente sono in corso le riprese della produzione americana "Neander-Jin – The Return of the Neandertal Man" nella zona di Erkrath, Mettmann e Düsseldorf e intorno alla valle di Neandertal. La troupe ha perfino ripreso una scena all'interno del museo di Neandertal. "Le normali attività del museo non si sono mai interrotte" spiega Jan Graefe, collaboratore scientifico del museo. Graefe ha inoltre rivelato: "I costumi e accessori per l'uomo di Neandertal sono stati messi a disposizione dal museo."

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Il regista Florian Steinbiß ha scelto di girare la produzione internazionale per la società di produzione di Colonia Constant Flow Production nei luoghi originali. Le riprese sono state effettuate in location esterne nella valle di Neandertal e nel museo Neandertal, a Erkrath e a Colonia città. Alcune scene sono state girate presso i nuovi Mausoleum Studios Cologne a Colonia-Mülheim. I 20 giorni di riprese in Germania sono stati concentrati nel Land del Nord Reno-Westfalia, mentre altre tre scene sono state girate a Los Angeles.

Westdeutsche Zeitung


Westdeutsche Zeitung
Ulf Maaßen

"Il film è una farsa ultradivertente sulla bagarre mediatica suscitata quando l'antenato dell'umanità decide di ritornare al suo luogo di nascita", spiega Steinbiß. Naturalmente ciò scatenerà una caccia alle streghe, porterà al tentativo di commercializzare le avventure del protagonista e anche alla nascita di una storia d'amore un po' fuori dagli schemi. "Leggero e divertente, ma anche un tantino scomodo e critico, per cui il film promette un intrattenimento a tutto tondo"! dichiara Florian Steinbiß. ...Il regista, di casa a Colonia, punta sul mercato internazionale. Il film è girato in lingua inglese, vanta un cast internazionale e nei ruoli de protagonisti figurano l'attore americano Jon Chardiet e l'attrice tedesca Sarah Mühlhause. ...Jon Chardiet ha ottenuto il suo primo grande successo nel 1984 nel film "Beat Street" prodotto da Harry Belafonte e da allora ha partecipato a molti film e serie TV statunitensi, come ad esempio al fianco di Charlie Sheen in "Money Talk – Traffico di diamanti" o Rob Lowe in "One Hell of a Guy".

Lokalanzeiger Erkrath

Lokalanzeiger Erkrath
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La cooperazione con il museo di Neandertal è stata ricca di soddisfazioni per entrambe le parti. "Siamo felici che i nostri suggerimenti siano stati accolti e che per riprodurre il mito dell'uomo selvaggio non ci si sia ispirati ai soliti cliché", spiega il dott. Jan Graefe, collaboratore scientifico del museo. Il ruolo di Neander-Jin è interpretato dall'attore americano Jon Chardiet. Dal momento che il suo personaggio non è in grado di articolare parola, per calarsi nella parte l'attore si è esercitato a lungo studiando il linguaggio non-verbale. In questo periodo ha perfino evitato di parlare con la moglie e i figli. A vestire i panni della protagonista femminile è invece Sarah Mühlhause: interpreta la studentessa di sociologia ambientale Barbara von Schmerling, che accoglie il Neander-Jin nel suo capanno degli attrezzi in giardino e cerca di proteggerlo dalle operazioni di marketing a tutto spiano di cui è vittima... Anche lei si è preparata meticolosamente al suo ruolo diventando tutt'uno con la parte interpretata con l'ausilio delle tecniche del "method acting" (tra l'altro è diventata vegetariana ed ha partecipato a manifestazioni di Amnesty International o Greenpeace). "Questo ti permette di comprendere il ruolo in modo completamente diverso e ti regala una consapevolezza nuova dell'impegno sociale", spiega la 26enne attrice.

Bonner General-Anzeiger

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Mathias Nofze

"Lassù abbiamo spostato e rispostato avanti e indietro i letti dell'ospedale!" Florian Steinbiss si trova nel cortile della scuola Otto-Kühne e punta il dito in direzione della facciata. Negli anni Settanta lo si poteva vedere bighellonare per i corridoi confuso tra gli altri alunni dell'istituto. Oggi è tornato sul "luogo del delitto" da regista. Il lungo corridoio al primo piano è stato trasformato da Steinbiss in un ospedale. Su ciò che succede esattamente nella lunga sequenza di sette minuti girata qui Steinbiss non vuole fornirci dettagli più precisi. Basti dire che c'è qualcuno che viene ricoverato e poi rimesso in libertà. Che in questo film ci sia qualcuno che dà di matto non deve sorprendere più di tanto. In fin dei conti, non accade poi tutti i giorni che ricompaia un uomo di Neandertal. Ma com'è possibile? "Beh, un viaggio nel tempo", spiega Steinbiss laconico in occasione di una conferenza stampa che poco prima ha scelto di trasferire nel cortile della scuola. Sono convenuti quattro giovani attori, visibilmente emozionati. A giudicare dagli scherzi e dalle battutine che si tirano, sembra che siano ancora sul set di questa turbolente commedia. Milton Welsh cita a gran voce la scritta che campeggia sulla facciata dell'edificio scolastico: "La riverenza del Signore è l'inizio della saggezza – Beh, detta così vien proprio voglia di andare a scuola." Ma Steinbiss ha un grosso debito di gratitudine verso la sua scuola. "La mia carriera giornalistica è iniziata qui, all'età di dieci anni. Ho iniziato scrivendo articoli per il giornalino della scuola, chiamato Pädant. Più tardi ha studiato psicologia. Non è forse utile anche per girare film? "A volte aiuta", ammette Steinbiss con una strizzatina d'occhio in direzione dei suoi attori, che improvvisano una love story estemporanea. "Tra noi è scattata la scintilla", scherzano Welsh e Kirsten Hesse. "Fantastico esserne messo al corrente solo ora, dice Struffolino facendo la parte dell'offeso. Poi si sente suonare una campanella, il cortile è invaso da scolari: "Breakdance per tutti!" urla Milton Welsh con voce roca. La sequenza di apertura mostra il fiume Reno visto da un'altura dove due squali del corrotto mondo dei media stanno siglando un losco affare. Al cabarettista Norbert Alich è stata "disegnata addosso" da Steinbiss la parte di Otto Klein, direttore di una fabbrica di pompe idriche. E in un'occasione gli permette perfino di cantare un'aria tratta dal "Flauto magico".

Mathias Nofze